Biografia Federica Lotti

flute player e Docente al Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia

Federica Lotti, flautista, musicista e Docente presso il Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia, è  nata ad Arezzo, città degli affreschi di Piero della Francesca che colpirono profondamente la sua fantasia fin da piccola.

Ha cominciato lo studio della musica a 9 anni, incontrando poi a 11 il flauto, avendo come suo primo Maestro Roberto Fabbriciani in una piccola scuola comunale della sua città, e diplomandosi in soli cinque anni presso il Conservatorio “L. Cherubini” di Firenze. Questa particolare situazione ha favorito la consuetudine all’ascolto della musica contemporanea, stimolando in lei fin dai primi periodi di studio l’interesse per i nuovi repertori e le nuove tecniche.

In quanto allieva di Fabbriciani appartiene alla V generazione flautistica di discendenza da Giulio Briccialdi, grande virtuoso ottocentesco.

Già prima di conseguire il Diploma come privatista (e prima di completare i suoi studi classici) ha iniziato una brillante attività concertistica.
In seguito si è perfezionata con Severino Gazzelloni all’Accademia Musicale Chigiana di Siena, ottenendo diploma di merito e borsa di studio, con Conrad Klemm all’Accademia Musicale Tifernate di Città di Castello e all’Accademia di S. Cecilia di Roma (per la Alexander Technique), con Alain Marion all’Académie Internationale d’été di Nizza, con Pierre-Yves Artaud all’ IRCAM di Parigi e ai Ferienkurse di Darmstadt.

Di particolare importanza l’ esperienza maturata attraverso un anno di  lavoro con il violinista e compositore fiorentino Bruno Bartolozzi, il pioniere dei “Nuovi suoni” per i legni.

È stata fra i vincitori di numerosi concorsi (Cesena, Stresa, Briccialdi di Terni).

Come solista ha suonato con orchestre italiane e straniere (RAI di Roma, Orchestra di Lublino in Polonia, Galuppi di Venezia, Teatro di LuccaFilarmonica di Udine, Filarmonica di Bacau e quella di Arad in Romania, di Shinagawa-Tokyo in Giappone).

Ha partecipato ad importanti rassegne (Biennale Musica di Venezia, Biennale di Zagabria, Venezia Opera prima, Autunno Musicale di Como, Festival dell’Accademia Barocca di Roma, Festival Pontino, Biennale di Capodistria) ed ha suonato in sale prestigiose quali il Piccolo Regio di Torino, le Sale Apollinee del Teatro La Fenice di Venezia, il Teatro Olimpico di Vicenza, il Conservatorio di Strasburgo, il Centre Pompidou di Parigi, la Wiener Saal del Mozarteum di Salisburgo, la Sala Grande dell’Accademia Chopin di Varsavia, la Recital Hall del College of Music dell’Università del North Texas, la Linhart Hall di Lubiana, la Hiratsuka Hall di Tokyo.

Ha effettuato concerti e tournée in Spagna, Francia, Olanda, Turchia, Croazia, Romania, Polonia, Malta, Texas (USA) e Giappone, e registrato trasmissioni televisive e radiofoniche per il 1°canale RAI, Radio Capodistria, Radio Tirolo.

Ha inciso per Edipan, Tau Kay, Curci.

Docente al Conservatorio di Musica “Benedetto Marcello” di Venezia, coinvolge i propri studenti (provenienti anche da varie parti del mondo) in attività molteplici entrando in relazione con realtà diverse della città lagunare, attraverso concerti e visite in luoghi carichi di storia e bellezza. Tiene regolarmente corsi estivi di perfezionamento (Oropa, Monte S. Savino, Cortina, Pola, Cava de’ Tirreni, Ischia); suoi allievi si sono affermati in vari concorsi nazionali e svolgono regolare attività didattica e concertistica.

E’ invitata a far parte di giurie di concorsi nazionali ed internazionali (Stresa, Castello di Belveglio, Krakamp, Flautistra a Capodistria, Flauta Aurea a Zagabria).

Fra i suoi interessi, la musica cameristica con un repertorio a torto meno frequentato, da eseguirsi con organici particolari.

Sensibile alle nuove tecniche, si dedica anche al repertorio contemporaneo usando tutti gli strumenti della famiglia del flauto (dal basso all’ottavino) e la voce, collaborando con numerosi compositori che hanno scritto pezzi dedicati a lei, fra i quali Ambrosini, Anzaghi, Ballio, Bo, Flores Abad, Mirigliano, Montalbetti, ParadisoPasquottiPeroccoSammarchiSamorì, Tao Yu, Ugoletti.

Nei programmi con l’Elettronica suo partner storico è Alvise Vidolin, oltre a collaborazioni con AGON di Milano.

Nel 1999 è stata fra i promotori delle iniziative per celebrare a Vittorio Veneto e Venezia 250 anni dalla nascita di Lorenzo Da Ponte, personaggio da cui è stata fortemente attratta soprattutto da quando abita a Ceneda, la parte sud di Vittorio Veneto dove il grande librettista nacque.

È stata invitata dal Laboratorio di Acustica del CNR presso la Fondazione G. Cini di Venezia a tenere un seminario sugli strumenti a fiato, dall’Accademia musicale “Dokuz Eylul” di Smirne, dall’Accademia Chopin di Varsavia, dal College of Music dell’Università del North Texas, dall’Accademia di Musica di Zagabria e da quella di Lubiana, dalla Kunst Universität di Graz, dalla Scuola di Musica di  Capodistria, dal Conservatorio Superior de Mùsica di Salamanca oltre che da numerosi conservatori italiani per masterclasses e lectures in particolare sul repertorio italiano contemporaneo e dall KTH (Istituto Reale di Tecnologia) di Stoccolma per partecipare ad esperimenti di Psicoacustica e sull’utilizzo del “motion capture” e di “Nebula”, mantello sonoro dotato di sensori metallici che producono suoni attraverso il movimento dell’esecutore.

Mette la sua creatività musicale al servizio di temi a carattere etico (dialogo interculturale ed interreligioso, ambientalismo) e di impegno civile.

Nel giorno del 70 compleanno di Salvatore Sciarrino, 4 aprile 2017, è stata invitata dal Conservatorio di Mantova ad eseguire alcuni brani dell’importante compositore italiano.

Insieme a suoi studenti del Conservatorio di Venezia partecipa alle esecuzioni programmate di pezzi con 100 flauti, sempre di Sciarrino.

 

Durante la 50 edizione del Festival delle Nazioni di Città di Castello, nel settembre 2017, è stato presentato in prima esecuzione assoluta, in coproduzione con AGON di Milano, un suo progetto su Hildegard von Bingen per voce recitante, soprano, flauti/voce ed elettronica, su testi di Guido Barbieri e musica di Francesco Maria Paradiso.

Eccone una breve presentazione:

Perché Hildegard, oggi? Cosa ancora può rivelarci ed insegnarci la sua parabola umana e sapienziale?

Leggere la sua biografia densa di avvenimenti interiori e pubblici, intensa di patimenti e visioni, fa sgorgare in noi un’attrazione profonda: sentiamo che da lei possiamo attingere ricchezza e sacralità, come una fonte che ci mette in comunicazione con la concezione olistica di ogni creatura, per un equilibrio armonico fra mente, corpo e anima.

La preghiera, la dedizione all’osservazione e allo studio, la conoscenza di erbe e pietre, il canto sacro, i messaggi rivelati dalle visioni: tutto è vòlto a sorreggere la viriditas,  il principio vitalistico che per Hildegard percorre la vita nel suo movimento. E l’opus cordis, il lavoro del cuore che tutto amalgama e ricompone.

Alle donne e agli uomini della nostra epoca, afflitti da mali molteplici del corpo come dello spirito, il messaggio di questa grande donna vissuta in un’epoca apparentemente lontanissima, distante nel tempo e nei costumi, può invece ancora rappresentare un’occasione imperdibile per incontrare se stessi nell’essenza più vera e genuina, e accrescere la consapevolezza di un vivere autentico.

In consonanza con l’universo – ecco il potere taumaturgico della musica farsi luce, portatrice di guarigione, benessere, di un nuovo modo di pensare il proprio piccolo io come specchio di una forza più grande e comune a tutti gli esseri viventi.

La musica, il mondo dei suoni, le vibrazioni, le frequenze benefiche. Rendere attuale la voce di Hildegard.” (a cura di F.L.)

Nell’2017 ottobre ha suonato alla Fondazione Scelsi di Roma, presentando un programma per flauto solo con musiche di Scelsi, Ferroud, Jolivet e Ambrosini. Il concerto era preceduto da un incontro pubblico con  la Direttrice della Fondazione e Christine Jolivet, figlia del compositore francese. 

André Jolivet è un’altra grande passione di Federica Lotti, autore che ha iniziato a studiare a vent’anni. Caratterizzato dalla sua predilezione per il flauto (definito lo Strumento della Musica per eccellenza) e dalle profonde emozioni ancestrali sprigionate attraverso i suoi pezzi, Jolivet è spesso presente nei programmi da concerto di Federica. Proprio per questo, durante lo svolgersi della carriera è stato sempre più approfondito ed eseguito, fino ad arrivare all’organizzazione di un incontro al Conservatorio di Venezia incentrato proprio sul compositore francese, alla presenza della musicologa Luisa Curinga e della figlia Christine: un’esperienza fantastica, che ha aggiunto consapevolezza e conoscenza in questo importante repertorio flautistico

“Nel 1936, quando scrivevo i Cinque Incantesimi per flauto solo, ho voluto affermare il primato in musica dell’elemento monodico, cioè della melodia minuziosamente organizzata sia dal punto di vista delle successioni armoniche (concatenazione degli intervalli), che dei ritmi, delle intensità, delle altezze.

È per meglio pervenire a questo risultato che ho scelto il Flauto, Strumento della Musica per eccellenza; poiché reso vivo dal soffio, emanazione profonda dell’Essere umano, il Flauto carica i suoi suoni di quello che in noi è di volta in volta viscerale e cosmico”. (André Jolivet, traduzione di Federica Lotti)

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